di Maria Balliana
Dal Messaggero del 4 Giugno 2025
Per essere liberi bisogna essere in due. Lo dicono – e lo dimostrano a ogni concerto, dopo oltre 30 anni di carriera insieme – Enrica Bacchia e Massimo Zemolin, rispettivamente voce e chitarra di un duo che non ha un nome proprio, ma si identifica con nome e cognome dei suoi componenti. Tanto per chiarire: due significa sempre uno più uno.
“Come Simon e Garfunkel”, scherza Zemolin che con la sua compagna d’arte si esibirà per la prima volta al Teatro Zancanaro di Sacile sabato 7 giugno alle 21, ospiti d’onore del tradizionale concerto di inizio estate della “Sacile Swing Orchestra” diretta dal maestro Vittorio Pavan.
Un’esibizione che si preannuncia memorabile per due artisti che hanno scelto di dare concretezza a un’idea di libertà, intellettuale e musicale, fondata sull’intesa assoluta, sul rispetto e sull’ascolto di sé e dell’altro.
Originaria di Conegliano l’una, di Jesolo l’altro, oggi vivono nel comune di Vittorio Veneto, a pochi metri di distanza, seguendo attività diverse e poi ritrovandosi per ideare i loro progetti. A Pordenone molti si ricordano di Enrica che, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, insegnò pittura all’allora Liceo artistico Parini. Arrivava in sella a una rombante motocicletta e alle sue lezioni la musica non mancava mai.
Massimo Zemolin, che da bambino seguiva incantato il fingerpicking di musicisti come Roberto Murolo e Toquinho, ha scelto l’accompagnamento acustico della voce con la chitarra che lui definisce “lo strumento ideale”, più ancora del pianoforte, per questo scopo. “E’ questo che mi piace del fare musica: accompagnare la voce. E’ in questo che mi sento realizzato”. Nel 1992 si è fatto costruire da Michele Della Giustina, famoso liutaio vittoriese, una chitarra a 7 corde per aggiungere un basso e creare così un perfetto e completo accompagnamento al canto.
“Ci siamo conosciuti per caso – ricorda Enrica Bacchia – durante un concerto in cui Massimo si esibiva con Laura Ivan. Mi piacque molto il suo stile, il suo modo di sostenere la voce. Ebbi la netta percezione che insieme avremmo fatto le cose che piacciono a entrambi”. “Forse è stato un destino – aggiunge Zemolin – perché più tardi abbiamo scoperto che il padre di Enrica, pianista, e il mio primo maestro di chitarra suonavano insieme”.
Difficile dare una definizione precisa al loro stile e al loro repertorio, perché, fedeli alla bandiera della libertà, pur aggirandosi negli ampi spazi del jazz e utilizzando sapientemente l’improvvisazione, re-interpretano qualunque brano che li ispiri a creare qualcosa di nuovo. Allo Zancanaro il duo Bacchia-Zemolin proporrà “a modo loro” un mix di canzoni italiane d’autore e Massimo si esibirà in quartetto con elementi della “Sacile Swing Orchestra” in alcuni brani strumentali.